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lunedì 12 maggio 2014

Collocare le parole al posto giusto


Ho letto un bel libro o un libro avvincente?
Michelle Obama è una grande donna, o una donna grande?

Con il Dizionario delle collocazioni (2012) di Paola Tiberii  abbiamo a disposizione un nuovo  strumento per trovare una risposta a queste domande, per combinare le parole giuste e lavorare sul lessico con meno esitazioni nella prassi didattica quotidiana.
Paola Tiberii ha presentato il suo Dizionario presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, suscitando molto interesse tra i docenti di italiano per stranieri di varie scuole e istituzioni. 
L'opera si affianca al Dizionario delle combinazioni lessicali, di Francesco Urzí (2009),  entrambi si rivolgono ai tanti utenti che desiderano avere a disposizione uno strumento di consultazione per la propria attività professionale, vale a dire non solo agli addetti ai lavori, linguisti o professori, ma anche avvocati, giornalisti, studenti, tra cui gli studenti d'italiano come lingua straniera. Infatti,  le collocazioni a lezione di una L2 coinvolgono molti aspetti, dalla grammatica (concordanze, ecc.), alla semantica fino all'uso pragmatico della lingua. Eppure di solito si è fatta poca attenzione all'aspetto sintagmatico del lessico. 
Alla fine di questo post provo a suggerire un'attività da proporre a lezione.
Ma cosa sono le collocazioni? 

venerdì 30 dicembre 2011

GLI SGAMI DI NONNA LEA PER NON BALLARE COME DEI GOMEZ


Gli alunni continuano a chiedere come si traduce questo o quel termine in slang? Possiamo accontentarli (almeno quelli di livello avanzato) con gli sgami (i consigli) di nonna Lea. Su youtube è da un po’ che spopola questa simpatica signora che padroneggia magistralmente lo slang di ultima generazione. Un esempio con lo sgamo numero 10: Gomez ed insaccati.





Provo ad annotare quello che sento, benché non ci capisca quasi niente.

Uno sgamo casalingo: quando state in fame chimica e vi rappate un salame, prima di ripiazzarlo in frigor, ricordate di mettere del sale grosso su un foglio di stagnola e di chiuderci il salame col lato fezzato contro il sale. Con sta’ mossa non mi ballerete come dei gomez la prima fetta di un salame già fezzato!

Traduzione (incerta),  un consiglio casalingo:  quando avete una fame da lupi e mangiate (una fetta di) salame, prima di riporlo in frigorifero, ricordate di mettere del sale grosso su un foglio di stagnola e di chiudervi il salame con il lato già tagliato contro il sale.  Con questo accorgimento non getterete via come degli sciocchi la prima fetta di salame già tagliato!

Per chi abita in terre di lingua spagnola, quel gomez lascia come dei babbi, pardon di stucco, con tutte le famiglie che da queste parti hanno il cognome Gómez (però con accento)...  E invece per gli adolescenti italiani - e la loro nonna Lea -  significa babbeo, benché un sinonimo più conosciuto di gomez sarebbe sfigato, un altro termine gergale. Oppure, secondo un forum di yahoo significa anche “capra” e ha origini messicane.  Non solo slang usa Nonna Lea, che  mescola “in freschezza” le parole dei quindicenni con il dialetto: grande quel frigor! A bocca apertain milanese doc (= frigorifero).

Come per altre lingue anche a lezione d’italiano a stranieri ci troviamo spesso di fronte a come insegnare lo slang, oltre alle parolacce, o ad alcuni dei termini dialettali più utilizzati. Per lo slang le cose si complicano a causa della sua natura effimera, si nutre di segni che cambiano ogni dieci anni, proprio come i suoi parlanti, le diverse leve di adolescenti che si susseguono nel tempo.  Qui l’ambiguità è massima, infatti quale mondo corrisponde a queste parole?  Sicuramente limitato agli stessi destinatari che lo producono, ovvero  dei tipi di 16 anni, così creativi, irriverenti e anticonformisti da minacciare con farti un lopez, se t’impicci dei fatti loro (fare un lopez: dare una ginocchiata sulla gamba). 
Proprio per questo parlano in slang, allo scopo d’ingrandire la distanza cronologica tra parlante e ascoltatore, impedendo l’interazione con gli adulti. 

Per capirci qualcosa può venire in aiuto il noto vocabolario online Slangopedia, o altri servizi come Lingua Giovani, del Centro di documentazione sul linguaggio giovanile.
Ma è  grazie all’aggiornatissima  Nonna Lea che ho scoperto che un caffé con la schiuma è anche pettinato.   Per preparare un coffee che spacca come quello del baretto, guardate il video: Sgamo numero2, un caffè pettinato.

In ogni caso, tornando in classe, una volta risolto il problema interpretativo secondo il referente italiano, si potrebbe chiedere agli alunni di tradurre gli sgami nel loro slang, cercando di capire quanto la traduzione sia pertinente a livello pragmatico.

E se non siete ancora scoppiati girando tra questi termini anti-codice, segnalo un podcast di Rai Radio 1, dedicato proprio allo slang, ospiti del programma Marina Catricalà,  prof. ordinario di Linguistica Generale all’università Roma Tre e il prof. Lello Savonardo, docente di Teorie e Tecniche dei nuovi media presso la facoltà di Sociologia dell’università Federico II di Napoli: Tornando a casa, LO SLANG.  







mercoledì 1 giugno 2011

IL RIPASSO DEL LESSICO

Colori

Se gli alunni desiderano ripassare le parole apprese in classe, hanno a disposizione questo sito con l’audio integrato:  

Language Guide.org Italiano

Basta passare con il puntatore del mouse sui disegni per ascoltare la pronuncia e vedere scritta la parola corrispondente.  

sabato 28 novembre 2009

DARE DEL LEI È RETROGRADO

Non so se è la solita scusa per non continuare a studiare l’imperativo formale (con o senza pronomi, aaaargh….), prego, si accomodi… mi dica… abbia pazienza…, fatto sta che perdo spesso molto tempo a convincere gli alunni iberici che in italiano per l’uso del Lei non viene ancora intonato il de profundis, come invece accade in lingua spagnola. Gli studenti oppongono fiera resistenza, adducendo l’insindacabile modernità del “tu”, leggero, giovanile, senza barriere e che ci fa sentire sempre bambini.

Ma questa voglia di giovanilismo a tutti i costi non è un po’ da babbaluga? Forzata o no, la vitalità del “tu” fa presa anche in Italia, mentre il futuro dell’allocutivo di cortesia diventa sempre più incerto. È quanto afferma un articolo di Silverio Novelli, trovato sul portale Treccani, che cita pure la situazione spagnola (La fine dell’Usted) raccontata da Elvira Lindo in un articolo su El País del 23 settembre 2009.
Il portale Treccani.it offre il codice degli articoli da inserire su blog o sito, purtroppo Blogger non l’accetta e io non so come ridurlo. Lascio il link sull’immagine di Totò e consiglio vivamente una visita, anzi molte, a questo bel sito, ameno, interessante, di facile navigabilità, una fucina di idee per mettere alla prova ricordi e conoscenze della lingua italiana. Da tenere sott’occhio!

treccani







martedì 11 agosto 2009

PAROLE DA SALVARE


Zanichelli1

Uno svogliato pomeriggio afoso di agosto, sto girovagando per il portale della Zanichelli. Mi piace il loro servizio “le parole del giorno” (da ricevere previa registrazione) che una mia collega usa con i suoi studenti di un corso avanzato. Di questo servizio apprezzo anche l’iniziativa del premio per il salvataggio delle parole:

«Tra le novità di questo Zingarelli 2010 spicca l'apertura a un cospicuo patrimonio di belle parole “da salvare”. Contrassegnate da un'icona di una semplicità elementare ma dal profondo valore simbolico, un fiore, ♣, – cosa c'è di più struggente e disarmante? –, sono quelle tante, preziose parole dell'italiano delle quali può sfuggire a molti il senso e di cui si deve tuttavia dire: “eppur ci sono”. Profumate in molti casi d'antico, non saranno proprie dell'uso corrente o correntissimo ma sono pronte a prestare la loro opera per chiunque voglia ancora disporne: parole carezzevoli e degne di rispetto, che valgono un nodo al fazzoletto perché non siano spedite in soffitta prima del tempo». (Tratto dall'Osservatorio della lingua italiana di Massimo Arcangeli).

Che sorpresa, mi sono imbattuta di nuovo con “in primis: parola tanto usata da mia nonna. Non so se pare carezzevole come espressione, ma di sicuro è più divertente di innanzitutto, in primo luogo… E dire che credevo fosse una parola “reinventata” dal latino e quasi dialettale. Deciso, io voto per “in primis”!

Mesi fa, sempre a proposito dell’uso proprio/improprio di alcune parole inviate dal servizio della Zanichelli, Giovanna Cosenza nel suo blog Dis.amb.ig.uando, commentava per “battigia” e “bagnasciuga” quale termine fosse più corretto.

Tornando al portale Zanichelli (il caldo mi fa divagare), la parola del giorno è inserita anche nel sito dedicato all’apprendimento dell’italiano per studenti stranieri: Benvenuti. Il blog Intercultura di Valerio Giacalone offre spunti linguistici utili per gli studenti, alcuni esercizi online e altri non proprio interattivi, che comunque abbiamo segnalato agli alunni. Nella sidebar vedo ben 14 post dedicati agli insegnanti, tra cui uno che commenta i vari guai della nostra professionale :0( . Meglio riaprirlo dopo le vacanze.

Nella sezione Dizionari si accede all’ Osservatorio della lingua italiana, blog curato da Massimo Arcangeli, su cui trovare degli stimoli alla riflessione linguistica o letteraria, come per esempio questo post:

Giovani postfuturisti: Filippo Tommaso Marinetti e la generazione digitale.

Dopo la lettura, ho ripensato ai temi della maturità di quest’anno scolastico.

Costatato il crudele disinteresse degli studenti italiani per la prima traccia (Italo Svevo), un accenno al centenario del Manifesto futurista avrebbe forse coinvolto maggiormente l’attenzione dei nativi digitali, proponendo un argomento più coerente con la linea delle altre tracce. Tuttavia, a prescindere da celebrazioni e centenari, il nuovo modulo espressivo inaugurato dall’opera di Svevo è fondamentale per la letteratura italiana. Come potrebbe interessare un lettore diciottenne del XXI secolo? Se accettiamo che anche i meccanismi del sogno e della memoria sono fatti di ibridazioni/ fusioni, di mondi senza frontiere che evocano la “liquidità” della nostra epoca, ecco che forse un appiglio ci sarebbe. Non si tratta di alterare un codice, ma di riformulare la lettura della Coscienza di Zeno puntandola dritto verso quei referenti che possano venire identificati anche da chi non ha più nessuno codice da infrangere. In modo da salvare i nostri smemoriati giovani dall’ignoranza.



martedì 7 luglio 2009

GLI ITALIANI E INTERNET SECONDO ‘INCONTRO ITALIANO’


Incontro

A proposito del lessico di internet, segnalo l’ultimo numero di Incontro Italiano, l’audio-rivista dedicata a chi apprende italiano e che propone:

Internet in Italia. Il futuro è già qui?

Con tre interviste, articoli, approfondimenti e un dialogo a tema scopriamo come funziona internet in Italia, spiega Giovanni, il presentatore della rivista.

Gli articoli e il podcast sono stati preparati per gli apprendenti di livello intermedio che troveranno la trascrizione dell’audio, gli esercizi e il vocabolario per le parole difficili (“smanettoni”, ad esempio). Tutto molto utile per aggiornare le letture sull’argomento già disponibili sui libri che usiamo in classe, senza dover faticare troppo.

Le interviste dimostrano che digitali si diventa, infatti al giovane espertissimo, al solito nativo digitale, la rivista affianca due signori di mezza età che raccontano la propria esperienza di navigatori della rete.

Da ricordare: l'audio completo e la rivista stampabile sono disponibli solo per gli abbonati, mentre il sommario dell'audio è disponibile per tutti dalla homepage e come podcast.

Un ultimo commento: il futuro è già qui? Mica tanto, almeno secondo i risultati della posizione dell'Italia relativi allo sviluppo e all'impiego delle tecnologie ICT. Uffa.


giovedì 25 giugno 2009

DOLCE STIL WEB: L'ITALIANO DELLA RETE


dolce

Leggo sul blog CHIODO SCHIACCIA CHIODO la segnalazione di “Dolce Stil Web”, scritto da Pino Bruno, giornalista di Rai3. La prefazione è di Gianrico Carofiglio.

“Un viaggio attraverso il linguaggio creato dalla rivoluzione digitale” promette il sottotitolo.

Lo leggerò senz’altro, spero di capire finalmente il significato di tanti termini e neologismi, come rippare o criccare, ad esempio. Scusate l’ignoranza.

Mi sembra un’idea utilissima, userò questi termini per un’indagine in classe. Conteremo le parole che lo spagnolo ha tradotto dall’inglese, confrontando il risultato con il comportamento della lingua italiana nel contesto digitale. Poi sarà interessante testare quanti di noi, anche tra gli insegnanti, conoscono effettivamente il significato di termini quali lan, blobbare, sniffer, SSL…

“Tanto gentile e tanto onesta pare…”, queste erano le parole del Dolce Stil Novo, ma come facciamo ad usarle ai tempi di Lisbeth Salander, la fosca hacker di Stieg Larsson?

“Ogni epoca raccoglie ciò che semina” considera Pino Bruno. Niente di nuovo sotto il sole, direi, un nuovo modello di comunicazione, di riproduzione e diffusione dell’informazione, cerca sempre nel repertorio delle parole disponibili, modi diversi per esprimersi. Proprio come all’epoca dell’invenzione della stampa.



mercoledì 28 gennaio 2009

RIPASSO CON LE NUVOLETTE DI WORDLE





Un'applicazione divertente per il ripasso del lessico, prima degli esami finali di gennaio?

Wordle può offrire una modalità coinvolgente per tornare sul già visto, con un pizzico di attenzione individuale verso gli alunni, ma senza dover faticare troppo.


È un'applicazione che permette di creare delle tag clouds, o nuvolette, da qualsiasi testo. Il risultato rappresenta le parole più ripetute con un forte impatto visivo. Il funzionamento è facilissimo, non è necessario registrarsi, ma richiede l'attualizzazione di Java a una versione recente, 1.6 per esempio (si scarica gratis).

  • Cerchiamo il testo da inserire: articoli, compiti degli alunni e quant'altro.

  • Con un copia e incolla lo trasferiamo su Wordle e clicchiamo "Go".

  • Appare la nuvoletta. Se vogliamo cambiare l'impostazione grafica clicchiamo sulle icone grigie apparse nel quadro sopra la nuvoletta. Possiamo cambiare il layout, i colori, i font e, interessante per un'attività didattica, anche il numero delle parole da visualizzare. È possibile restringere la ricerca, da 150 parole per difetto, a un numero inferiore, con il risultato di una nuvoletta meno carica di parole e più facile da leggere.

Le idee per usare le tag cloud in attività lessicali sono molte, rimando al blog Box of Tricks che incoraggia gli studenti a produrre le nuvolette autonomamente.

Per il momento, a causa dell'incombenza degli esami finali di gennaio, ho pensato di usare le nuvolette per il ripasso del lessico relativo all'argomento "ambiente ed ecologia", affrontato con un livello intermedio un po' di tempo fa e che era necessario ricordare per l'esame.

Mi sono chiesta: perché non sfruttare il materiale prodotto dagli alunni? Anziché fotocopiare altro materiale (uffa!), ho preferito coinvolgere personalmente gli studenti con un lavoro basato su un compito prodotto da loro stessi, in cui avevano espresso le proprie opinioni o esperienze personali.

E così un compito di scrittura svolto a casa è diventato un'attività di lettura svolta in classe. Premetto che di solito la maggior parte degli alunni mi manda gli scritti via mail per la correzione, pertanto li avevo ancora in alcuni file che mi sono serviti per creare le nuvolette.

  • La prima attività, "Ricordi quello che hai scritto?", ha lo scopo di reintrodurre l'argomento da ricordare. L'insegnante consegna le nuvolette, su cui ha scritto il nome dell'autore del testo e spiega che la nuvoletta "riassume" in modo iconico le parole prodotte dal loro testo. Insomma, funge da illustrazione che serve a ricavare idee e lessico.

  • Gli alunni esplorano il vocabolario della nuvoletta e, lavorando in coppia, spiegano ai compagni perché hanno usato le parole più in evidenza. All'inizio alcuni non ricordano proprio nulla (ovvio, con tutto quello che hanno da fare), poi però le conoscenze riaffiorano, grazie anche al confronto con i compagni di corso. In questo modo viene condiviso un compito svolto individualmente.

  • Come seconda attività, le parole utili all'argomento, sarà pilotata dall'insegnante. Perché hai scelto questa parola, cosa volevi dire?

  • L'ultima attività, La nuvoletta ha ragione?, passa alla rilettura del loro compito scritto. Gli alunni lo hanno cercato con maggiore interesse, se non altro perché spinti dalla curiosità di confrontare il testo prodotto con ciò che hanno ricordato.

  • In questa fase rileggono e riflettono di nuovo sulla correttezza delle proprie ipotesi, verificando inoltre la capacità della macchina di suggerire con efficacia il messaggio e le intenzioni dell'autore.

E il furbo che non scrive mai? Non aveva altra scelta, ha dovuto leggere il tema di un compagno.







sabato 11 ottobre 2008

DA URBINO, POESIE IN GIOCO








Solo in un non-luogo è forse possibile divertirsi, imparare, riflettere e giocare con la parola, scritta, parlata, disegnata.
La deliziosa Urbino si ripropone dunque come non-luogo, o capitale dell'Utopia, per il terzo appuntamento di Parole in gioco in programma per il 10, 11 e 12 ottobre.
Tra gli eventi, uno in particolare può rivelarsi utile anche come attività didattica per i corsi avanzati.

Si tratta di Poesie in gioco, un concorso ideato da Silvano Belloni e Antonella Ottolina che spiegano:
si chiama così perché nasce combinando uno sopra l'altro i titoli scritti sul dorso dei libri, da cui nascono, come per magia, bellissime poesie.
Come esempio, una delle poesie che ha vinto il concorso:
La perfezione/ quel che resta
all'altezza delle labbra
il silenzio tra due onde (di Marianna Natale)
I tre versi sono composti da tre titoli scelti fra i 150 libri suggeriti dagli organizzatori. Ogni poesia verrà poi fotografata con il dorso dei libri da cui è stata ispirata.
Per visualizzare le fotografie seguite questo link, mentre cliccando su Bibliografia si accede all'elenco dei titoli da cui ispirarsi.
L'aspetto ludico dell'iniziativa mi ha dato l'idea per un'attività da prorporre agli alunni di italiano come lingua straniera:

Scrivi un haiku
(l'ho adattata da Writing Games, di C. e J. Hadfield, editrice Nelson, UK, 1990).
Livello: intermedio-alto e avanzato (è necessario aver letto almeno alcuni libri in italiano), è un'attività da fare in 3 tempi (in classe -> a casa -> in classe).
Obiettivo linguistico: utilizzare parole in nuovi contesti, individuare affinità semantiche.
Abilità: esercitare la concisione, descrivere dei sentimenti, indovinare sentimenti e argomenti.
- In coppia o in gruppi di 3: gli alunni ricordano i libri che hanno letto e formano un elenco (5-10 minuti).
- Confrontano il proprio elenco con quello degli altri gruppi e ne preparano uno definitivo.
Variante: se proprio siamo a corto di letture, l'insegnante decide quali e quanti titoli proporre (per non perdere tempo, l'elenco offerto dal concorso "Poesie in gioco" ci viene in aiuto).
- L'insegnante spiega la struttura dell'Haiku, in cui l'argomento centrale deve essere contenuto in soli 3 versi.
Possiamo fare un esempio con questo antico Haiku giapponese, di Matsuo Bashó:
AUTUNNO:
Persino gli uccelli
E le nuvole sembrano vecchi.
Dopodiché, spiegare che dovranno concatenare i titoli dei libri del loro elenco, fino a formare dei versi. Per ragioni ovvie è impossibile portare in classe tutti i libri che hanno letto e comporre delle vere e proprie "poesie dorsali", come propone il concorso di Urbino. Ma anche così gli studenti possono mettere in gioco la propria creatività.
Compito a casa: formano uno o più haiku che devono restare anonimi.
In classe: i componimenti vengono appesi alle pareti dell'aula. Gli alunni leggono le poesie e cercano di indovinare l'argomento centrale. Preparano una lista di temi centrali che pensano di aver indovinato e poi la confrontano in plenaria. Scelgono i migliori Haiku, per pubblicarli sul blog di classe.
A proposito, il blog dei nostri alunni del livello superiore si chiama Lezionezero.
"Scrivi un Haiku" è un'attività che avevo proposto anche a un livello intermedio-basso, ma senza i titoli dei libri, seguendo invece le indicazioni degli autori di Writing Games.

mercoledì 13 febbraio 2008

ATTIVITÀ LESSICALI CON CRUCIVERBA E PAROLE INTRECCIATE


Riprendo il discorso del post sulla ludolinguistica dell'8 febbraio, perchè stavo preparando un'attività lessicale con alcune locuzioni tratte da un articolo. Per finire in bellezza pensavo di proporre un esercizio di parole intrecciate da preparare con il programmino Puzzlemaker, suggerito dal blog Toys Blog.it.

E andavo sul sicuro perchè lo stesso programma lo aveva già segnalato anche Paolo Torresan in un articolo del Bollettino Itals (settembre 2004).
A parte il Puzzlemaker, Torresan consiglia anche EclipseCrossword


Benchè non siano giochi interattivi, come i cruciverba hotpotatoes, entrambi offrono però il vantaggio di una costruzione veloce, permettendo di ottenere un risultato immediato. L'unico problema è che puzzlemaker non dà le soluzioni e devo cercare anch'io le parole che ho inserito.


In quanto alle diverse applicazioni didattiche, penso di usarli per far ripassare i chunk lessicali, lavorati precedentemente con altre modalità, vale a dire per aiutare gli alunni a richiamare alla memoria in modo divertente quelle locuzioni che devono imparare come singole unità lessicali. Esempio: a più non posso, né più né meno, (non possono dire "né meno né più", o "a più non puoi").


E che dire di certi malvagi connettivi? Mi sembra che la ludolinguistica non sia affatto da sottovalutare.



lunedì 24 dicembre 2007

BUONE FESTE TRA WIKI E SLANG




Poco prima delle vacanze di Natale una collega, messa sotto pressione dagli alunni, ci ha chiesto per mail come tradurre la parola in slang spagnolo cutre. Secondo il Dizionario della Real Academia Española il significato di questo termine è:

1. adj. Tacaño, miserable.
2. adj. Pobre, descuidado, sucio o de mala calidad. Un bar, una calle, una ropa cutre.


Linguisticamente ci troviamo nel registro basso basso, magari poco congeniale all'atmosfera natalizia, ma essendo cutre di sicuro una delle parole ad altissima frequenza d'uso qui in terra iberica, è normale che gli alunni abbiano richiesto un'espressione analoga in italiano.
Durante giorni è seguito un vivace dibattito via mail, con un fitto scambio di messaggi in cui ognuno diceva la sua. Un amico suggerisce una probabile traduzione dall'inglese-americano pulp, mentre i colleghi romani preferiscono scrauso. Ma che cosa significa scrauso? Un milanese lo capirebbe? (forse un milanese giovane capirebbe di più "pulp"...)
Per aiutarci o almeno per dei chiarimenti interregionali sullo slang italiano c'è Slangpedia che funziona come Wikipedia, ma si presenta come l'enciclopedia libera dello slang giovanile.

In Spagna, comunque, cutre non appartiene all'ambito giovanile. Invece, in Italia "scrauso", sì?

Per il momento, se cerchiamo un significato per scrauso sappiamo dove cliccare.


Buon Natale!




giovedì 11 ottobre 2007

LA FANTASIA VA A URBINO

Giochi di parole e FESTIVAL DEI BLOG a Urbino il 12, 13 e 14 ottobre.


"dove andrà in scena la seconda edizione di Parole in gioco, tre giorni per divertirsi, imparare, riflettere e giocare con la parola, scritta, parlata, disegnata. Ogni giorno si può partecipare a un torneo condotto da Bartezzaghi, Antonella Sbrilli e la compagnia Fanny & Alexander, una vera e propria gara per entrare, giocando, nella storia e nelle storie dei libri e degli scrittori".






Il FESTIVAL DEI BLOG segue il primo appuntamento "Conversazioni dal basso" avvenuto nell'aprile scorso a Pesaro. In questa edizione del festival di Urbino è previsto il primo Blog Award, con cui verranno premiati i migliori blog nelle categorie di: Marketing, giornalismo, politica e istituzioni e intrattenimento. Ho cliccato la categoria "politica e istituzioni" alla ricerca di qualche blog di classe, di scuole, di alunni o di prof, ma non ne ho trovati.

Interessante, comunque, la modalità collaborativa di raccolta delle candidature. Infatti, i votanti devono segnalare le loro preferenze, in fatto di blog, mediante un wiki - cioè uno strumento di scrittura aperta, in cui chi partecipa può aggiungere contenuti o anche cancellare lo scritto precedente. (Mi piacciono molto i wiki e ho in mente di proporre un esercizio di questo tipo agli alunni del corso Avanzato. Ma ne riparlerò in un altro post).
Si tratta però di uno strumento che mi preoccupava proprio per questa modalità di cancellare e di intromettersi negli scritti degli altri. Invece, sembra che non ci si debba preoccupare più di tanto, come spiegano gli organizzatori del Festival dei blog:

Il meccanismo dell’auto-controllo distribuito ha funzionato alla grande ...
Come?

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