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sabato 14 maggio 2011

PENSIERO DIGITALE, RIFLESSIONI DA USARE ANCHE IN CLASSE

pensiero_digitale


Questa settimana ero alla ricerca di qualche idea per aggiornare parte dell’argomento di un’unità dedicata 
alla letteratura.  
Un’occasione perfetta viene offerta dal ciclo di seminari: 

 

Pensiero digitale - leggere e scrivere nel terzo millennio

L’evento è stato organizzato dalle Fondazioni Feltrinelli, Mondadori e Corriere della Sera, nonché dalla Regione Lombardia, e si tratta di un ciclo d’incontri sul futuro della scrittura, del libro e dell’editoria. Il 7-9 giugno John Searle terrà una lectio magistralis sui cambiamenti che investono l’intenzionalità dei documenti scritti, proprio quando possono venire modificati in qualsiasi momento dai nuovi supporti digitali.
Il filmato del primo intervento a cura di Frédéric Martel è reperibile sul sito del Corriere della Sera, e speriamo di poter ascoltare anche Searle. 
Segnalo questo evento perché ha risolto in parte la ricerca di cui parlavo all’inizio. Infatti, in un corso avanzato con dieci studenti, tra cui due giornalisti e una studentessa di giornalismo, si doveva affrontare l'argomento sulla letteratura. Il manuale in uso chiede agli alunni di esprimere la propria intenzionalità verso la lettura dei testi letterari. Appena l’ho annunciato, Maria la studentessa del terzo anno di Scienze della Comunicazione, ha subito sbuffato, esprimendo in modo inequivoco a che significato palloso collega il termine. Temeva forse di essere trascinata nel mondo analogico di sua mamma? Ebbene, per tranquillizzarla e distrarla dall’onnipresente Blackberry piazzata accesa davanti al quaderno, sono ricorsa al trucco di spostare l’attenzione sul ruolo giocato dalla scrittura nell’era digitale.  Se non altro, l’argomento centra in pieno anche l’incerto futuro professionale di Maria Occhiolino

martedì 7 settembre 2010

TRACCE DIGITALI AL FESTIVALETTERATURA

Festivaletteratura


 C’è sempre un motivo per ascoltare le memorie, i testi e la lingua delle canzoni italiane. Le ragioni ce le spiegherà lo storico della lingua Giuseppe Antonelli in uno degli interventi di TRACCE, una serie d’incontri ospitati dal Festivaletteratura , in programma a Mantova dall’ 8 al 12 settembre.

lunedì 2 agosto 2010

NUOVI AMBIENTI DI APPRENDIMENTO, A MILANO E A BARCELLONA

E-Learning






Progettare nuovi ambienti di apprendimento: competenze, servizi, innovazione, la proposta della Società Italiana di e-Learning per questo congresso riguarda i temi particolarmente allettanti dell’apprendimento collaborativo e del ruolo delle comunità di pratica in diversi contesti: scuola/università, impresa, pubblica amministrazione (cliccare sull'immagine per seguire il link)

Ma non si tratta dell’unico appuntamento rilevante per il prossimo autunno: il 2-4 novembre qui a Barcellona è in programma l’Open Ed 2010, Open Education Conference, sui percorsi sperimentali dell’educazione a distanza. Il tema: Open Educational Resources (OER) impatto e sostenibilità (Impact and Sustainability).
La conferenza che si terrà presso la sede del Museo della Scienza, CosmoCaixa, è organizzato dall’Università catalana di educazione a distanza UOC, dalla Brigham Young University e dalla the Open Universiteit Nederland.
Come sempre, vale la pena di tenere sott’occhio il programma dei due eventi, in caso ci fossero delle novità sul fronte dell’apprendimento informale delle lingue straniere.

mercoledì 14 aprile 2010

PER SAN GIORGIO, ARRIVA UN BASTIMENTO CARICO DI…


Adobe Photoshop PDF

Il 23 aprile, qui a Barcellona si celebra un doppio evento che ha per protagonista la lettura: la Giornata Mondiale del Libro e l’amatissima tradizione catalana del libro e la rosa, collegata alla festa del patrono della Catalogna, San Giorgio. Per l’occasione, quest’anno arriverà una nave carica di scrittori italiani, a cui si sono aggiunti anche autori spagnoli, partecipanti alla crociera Una nave di Libri per Barcellona.
L’evento ce lo spiega Alessandra Casella da Books Web TV, mentre su Facebook possiamo seguire le notizie sull’iniziativa, promossa da Leggere Tutti e Grimaldi Lines.

Aggiungo questa nota: ieri ho chiesto agli alunni di un corso avanzato: "Per San Giorgio comprerete un e-reader per leggere un romanzo italiano in versione digitale?". Risposta: No. Non compreremo nessun e-reader, perché ci fa venire il mal di testa.



giovedì 3 dicembre 2009

ONLINE EDUCA BERLIN 09


Secondo lo psicologo Aric Sigman gli alunni troppo impegnati al computer, gli smanettoni delle reti sociali, non impareranno proprio un bel niente, anzi subiranno danni irreversibili alla salute, senza contare gli effetti devastanti per le loro capacità cognitive e comunicative. Anche di questi timori si parlerà in un dibattito a Online Educa Berlin 09, la conferenza internazionale dell’e-learning (2, 3, 4 dicembre).

Oltre 2002 partecipanti affronteranno i temi che irritano o appassionano, dipende dal punto di vista, chi si occupa di insegnamento in questo complicato inizio secolo. Su Igel leggo alcune interessanti riflessioni sull’uso delle tecnologie da una prospettiva realista, lontana dallo scoppio entusiasta di qualche anno fa, certamente più consona alla crisi di finanziamenti che investe anche l’innovazione.

Si sta dedicando molta attenzione al social web, sarà veramente lo strumento di apprendimento del futuro oppure la comunicazione effimera che propongono questi network alla fine sarà un danno per lo sviluppo delle competenze?

Penso comunque che i limiti delle tecnologie siano stati sempre presenti nel dibattito quotidiano tra i professori, ad esempio il pericolo della lezione-spettacolo, vuota di contenuti, oppure l’iperstimolazione degli alunni. Che dico, non solo dello studente si tratta, ma anche dell'insegnante che dovrebbe trovare il tempo per seguire tutti questi eventi!

Si dice che un bravo insegnante non ha certo bisogno di queste diavolerie, temo però che agli alunni futuri cresciuti tra iPhone e Facebook, non potremo soltanto offrire fotocopie. E allora, a cosa assomiglia di più un’aula del 21º secolo?

Come saranno le nostre aule, di apprendenti e docenti di italiano L2, alla fine del prossimo decennio?





mercoledì 11 novembre 2009

INSEGNARE ITALIANO SU SECOND LIFE: UN’ESPERIENZA




Venerdì 13 novembre verrà inaugurato in modalità online il IV Congresso della CiberSociedad 2009, Crisi analogica, futuro digitale. Sorpresa felice: sarà presente anche l’italiano come lingua straniera grazie alla comunicazione di Antonella Berriolo, Second Life, una risorsa per stimolare l’espressione orale (disponibile in inglese e in spagnolo). C'è davvero da rallegrarsene perché raramente la cultura italiana all'estero viene messa in rapporto con la tecnologia e l'innovazione.


Per chi avesse difficoltà ad entrare nel mondo virtuale ecco un aiuto dal wiki di Antonella, da sempre appassionata in comunicazione digitale, Insegnare lingue in Second Life, in cui spiega in che modo farsi teletrasportare negli ambienti tridimensionali per imparare le lingue straniere. Il suo avatar Anna Begonia ci accompagnerà durante il viaggio:

I mondi virtuali ci consentono di mettere in pratica quanto abbiamo appreso mediante simulazioni o giochi di ruolo e di interagire in modo naturale e spontaneo con parlanti nativi, offrendoci una sorta di full immersion casalinga e low cost.

Siccome è una delle colleghe più infaticabili che conosco (ma sono tutti così i liguri?) affianca a tutte le sue attività anche il blog Italianiamo, il diario di viaggio della sua didattica nel mondo virtuale:

Perché in Second Life abbondano luoghi, eventi e occasioni in cui puoi usare l’italiano. Partecipa, esplora e sfrutta il metaverso per praticare l’italiano.
Se mentre chiacchieri o esplori splendide land hai qualche dubbio sull’uso e sul significato di qualche parola o espressione, hai una persona di fiducia a cui rivolgerti.
Se vuoi incontrare altri avatar che come te stanno usando Second Life per migliorare o rispolverare il loro italiano, vieni a “italianare” con noi il lunedì sera.

Un’alunna ha preparato questo video in cui narra il suo approccio alle lezioni di Italianiamo:


Anna_beg



Antonella_Anna Begonia afferma che non funziona portare un gruppo di studenti in un ambiente nuovo e sconosciuto per poi dirgli “parlate”. Infatti la gente parla di ciò che conosce e non di quello che ignora. La tentazione dell’insegnante è di riprodurre una lezione “normale” in un’aula reale. Ecco, di tutto questo e altro ancora ci parlerà Antonella nella sua comunicazione, vale la pena di ascoltare questa nuova esperienza.

Forse è ancora troppo presto per tentare un bilancio su metodi usati e risultati acquisiti dai discenti avatar. Di sicuro può sembrare divertente per uno straniero immergersi in un’esperienza di apprendimento così innovativa e tuttavia mi sembra che Second Life per la didattica delle lingue rappresenti ancora un universo in via di sperimentazione. Le difficoltà per gestire l’ambiente tridimensionale sono diverse, spesso implicite nella propria tecnologia che a mio avviso non è ancora del tutto “user friendly” (noi insegnanti disponiamo generalmente di pochissimo tempo e nessuna possibilità di formazione in questo contesto!). Pertanto sarebbe necessaria un’alfabetizzazione dei docenti sull’uso di SL per tentare di dissolvere l’accettazione limitata che suscita (ma intanto io comincerei dal più modesto web 2.0…).

Per quanto riguarda gi alunni, sarebbe necessario confrontare metodologie e ulteriori analisi dell'acquisizione spontanea o guidata di una lingua in un ambiente così peculiare.


Inoltre, le comprensibili resistenze a partecipare in un mondo virtuale vengono generate anche dal discorso dell’identità.

Innazitutto, l’insegnante non si vede, viene mimetizzato dall’ambiente, una situazione nuova che alla maggior parte di noi appare ancora sgradevole. In secondo luogo, si è detto che saltare al di là dello specchio per assumere un’identità diversa dalla propria, con una configurazione fisica da avatar, genera una percezione irreale dei tratti che dicono chi siamo. Nel mondo tridimensionale i nostri tratti naturali perdono importanza, è vero, ma l’identità, per sua natura molteplice e relativa, in ambito culturale assume soprattutto un valore performativo, è ciò che facciamo, parliamo, pensiamo. Insomma è azione. L’avatar Anna Begonia insegna italiano attraversando spazi che riproducono città e musei in cui gli alunni possono avere un’esperienza attiva, nonché facile e ludica, di apprendimento dell’italiano. La prof avatar appartiene al contesto sociolinguistico italiano, alle molte identità della nostra cultura.


Altre esperienze per l'Italiano L2 su Second Life:

- Un articolo di Andrea Benassi nel sito dell’INDIRE: L’Italiano in Second Life

- Di Arianna Bernardini: Apprendimento esperienziale e apprendimento collaborativo in Second Life

- Ritroviamo Anna Begonia anche nel Progetto Tesi Second Life

- Il blog dedicato all’italiano su Second Life (un po’ al palo): Second Learning - didattica nei mondi virtuali




venerdì 3 luglio 2009

FORMAZIONE ONLINE. PER TUTTI?


moodleCucina

Adesso che ho un po’ di tempo libero sono riuscita a leggere gli abstract del MoodleMoot 2009 di Torino, un po’ in ritardo (due mesi dopo, uuuh…), ma meglio tardi che mai!

A giudicare dagli argomenti degli abstract, l’evento ha offerto l’occasione per accogliere anche una serie di interventi centrati sulla didattica e la formazione degli insegnanti di italiano come L2 o come lingua straniera. Un comune denominatore unisce i modelli proposti: un’attenzione particolare alla dimensione sociale ed interazionale della lingua, che li porta a scegliere la metodologia dell’apprendimento collaborativo.

Tutti gli abstract e alcune presentazioni in Power Point sono disponibili sul sito della conferenza.

Segnalo di seguito alcuni interventi. Innanzitutto quello di Stefania Spina e di Francesco Scolastra dell’Università per Stranieri di Perugia:

Uso di Moodle nell’apprendimento linguistico: problemi e prospettive,

una valutazione senza dubbio positiva dei progetti in corso, come gli attuali corsi online di lingua italiana per stranieri, o delle attività già proposte dal 2004, tra cui i due docenti ricordano

“il Master di primo livello in Didattica dell’italiano lingua non materna, in modalità blended, giunto nel frattempo alla sua quinta edizione”.

Perché Spina e Scolastra considerano positiva l’esperienza di utilizzo della piattaforma durante questi cinque anni?

Le ragioni si trovano tutte nell’abstract, ma ne ricordo una in particolare che considero un grande valore di Moodle:

l’ approccio “nativamente” collaborativo e costruttivista che ha aiutato a costruire la comunità tra gli alunni, rivelandosi di straordinaria efficacia, in modo particolare per la formazione, in ciascun corso erogato, di comunità di apprendimento internazionali e multiculturali, in cui corsisti di madrelingue diverse hanno condiviso con successo un percorso di apprendimento comune.

Due docenti dell’Università di Genova, Emanuela Cotroneo e Alessandra Giglio, hanno presentato invece un altro Master in Didattica dell’italiano per stranieri :

La formazione a distanza per docenti di lingua italiana per stranieri: strumenti ed attività.

Di queste due docenti conosco un’interessante iniziativa per un corso online a studenti cinesi (la presentazione si trova su SlideShare insieme a quella relativa alla comunicazione del MoodleMoot).

Nel loro intervento ricordano che i master erogati per la formazione dei docenti di Italiano L2 sono ormai 16, di cui 9 in formato blended. Anche nel Master di Genova viene considerato fondamentale l’utilizzo delle tecniche del cooperative learning quale colonna vertebrale di un approccio metodologico corretto per i corsi online (e non solo).

Per non uscire dall’ateneo di Genova, ecco Elisa Bricco docente di francese alla Facoltà di Lingue e letterature staniere che ha presentato le proprie Esperienze di e-learning nell’ambito della didattica delle lingue e culture straniere all’università.

Segnalo un altro abstract che si occupa di cooperative learning, benché non centrato sull’insegnamento delle lingue:

AulaWeb 2.0? Piccoli passi verso l'apprendimento collaborativo, di Marina Ribaudo, Andrea Squarcia
Università di Genova. A che punto è l’uso collaborativo di Moodle? Piano piano si va lontano, sembrano suggerire gli autori della ricerca. L’ambiente e-learning usa Moodle principalmente come repository, per assegnare compiti, facendo un uso massiccio del web 2.0 e tuttavia la maggior parte dei docenti non sembra ancora in grado di ottimizzare gli strumenti collaborativi offerti dalla piattaforma.

Divertente è la presentazione in Power Point dell’insegnante tedesca Sieglinde Jakob-Kühn: Moodle goes Web 2.0, un invito a non complicarci l’esistenza con il codice HTML. Figurarsi, non abbiamo neanche il tempo di leggere gli abstract dei congressi...!

Per tornare all’italiano L2, l’uso di Skype per le attività di peer-tutoring con studenti italiani di lingue è una delle proposte del corso di Antonella Elia e di Maria De Santo dell’Università degli Studi di Napoli, L’Orientale – CILA: Moodle e didattica dell'Italiano L2: un percorso di lingua e cultur@ italiana online.

Le docenti spiegano che La funzione del peer-tutor italiano è stata quella di accompagnare individualmente lo studente straniero nel proprio percorso di apprendimento online.

Anche questo corso viene erogato in formato blended:

Il progetto è frutto dal gemellaggio tra il nostro Ateneo e l’Università della Slesia di Katowice. Ha come obiettivo principale la promozione della lingua e cultura italiana in Polonia, e lo sviluppo di un vivace dibattito interculturale, stimolando in modo autentico e innovativo l’apprendimento, sia individuale sia collaborativo, della nostra lingua.

In conclusione: oggi non soltanto gli studenti, ma anche gli insegnanti che lavoriamo all’estero possiamo formarci online, dato che la rete ha in parte soppresso le difficoltà degli spostamenti. Un dubbio però mi assale, i docenti che hanno presentato i propri progetti al MoodleMoot di Torino dove hanno imparato ad usare Moodle?

Affinché non si creino fratture tra chi può accedere alle TIC e chi invece non ha a disposizione i servizi di supporto alla didattica centrati sul digitale, sarebbe il momento di pensare a come risolvere tale gap e poter facilitare a tutti gli insegnanti interessati anche il sapere in rete, ovvero far sì che si possano muovere anche nelle classi virtuali.



venerdì 15 maggio 2009

FUTURO O FUTURO NEL PASSATO?


In settimana si sono conclusi due eventi che potrebbero suggerire qualche spunto in più per arricchire di nuovi argomenti le lezioni sul futuro, o sul futuro nel passato.

Le Venice Sessions: le conseguenze del futuro organizzato da Telecom Italia e Nova a Venezia, eccellente riflessione sul rapporto tra tecnologie e arte.

Il secondo evento è invece il premio Velázquez all’artista di Barcellona Antoni Muntadas. Videoarte ed Internet-art definiscono questo artista residente negli Stati Uniti, da più di trent’anni impegnato nella sperimentazione di nuove espressioni con le tecnologie.

Entrambi gli eventi hanno in comune una connessione con la ricerca di narrazioni ai tempi di internet. Chissà che ci aiutino ad insegnare meglio agli alunni ispanofoni come esercitare futuro e condizionale composto.

Per cominciare, un bel compitino sul futuro nel passato attraverso due previsioni future, sbagliate, riguardo il modo di comunicare. Ce le racconta Maurizio Ferraris: Le radici della globalizzazione sono nelle registrazioni.


Gli interventi sono tutti davvero stimolanti, ma per andare sul tema della scrittura, eccone due di Alessandro Baricco (che ultimamente ritrovo un po’ dappertutto come il prezzemolo).

Lo scrittore indica come stiamo accettando una narrazione sempre più semplificata del reale a cambio della velocità, della capacità di trasmissione. In questo modo perdiamo un reale dominio della complessità:

La voce del narrare

In un altro intervento Baricco afferma che in Occidente la narrazione più consolidata sul futuro può riassumersi così: il futuro è finito.

Potrebbe essere un modo paradossale per introdurre una lezione sulle forme del futuro, ma si corre il rischio che se diciamo agli alunni che il futuro è finito, non ne studierebbero più la coniugazione e buonanotte.

Il discorso Tecnologia e Arte Contemporanea viene sviluppato invece in una sessione specifica, continuando anche su Facebook:

Il M.I.T. e la Biennale alle Venice Sessions.

In tali contesti, con una tecnologia sempre più pervasiva nella vita di tutti, anche degli artisti, non è casuale il riconoscimento al catalano Muntadas, come segnalavo prima. In Italia, il gruppo Studio Azzuro si muove in questa direzione, le tecnologie permettono all’artista di sperimentare l'eterogeneità delle interazioni tra l’opera d’arte e il pubblico.

Concludo con qualche modesta riflessione da prof:

Il futuro era quel tempo che dal punto di vista cronologico indicava un fatto che deve ancora verificarsi o giungere a compimento, come si legge nella “Lingua Italiana” di Dardano e Trifone.

Parafrasando Baricco, se il futuro è già finito, quale narrazione ci aspetta per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri? Esiste per noi questo tempo futuro, ormai sempre più incalzato dal presente che lo coniuga velocemente in un futuro nel passato? Sarà (è) possibile svolgere la nostra professione con una costante mancanza di risorse tecnologiche, proporre ancora dei corsi insegnando soltanto con il gesso, la lavagna e la radiocassetta?

Va bene, avevo già intonato la lamentela del gesso, lo riconosco, sono un po’ fissata. Ma non sono pessimista, le domande partono da una determinata realtà, che è quella che ci troviamo ad affrontare ogni giorno.

Inoltre, vorrei riferirmi anche al dilemma che investe la competenza grammaticale sull’uso dei “futuri”.

Effettivamente ormai riconosciamo il tempo futuro come modo e meno come tempo. Inserisco nei test la coniugazione al futuro quando propongo una brochure pubblicitaria con qualche prodotto o programma turistico (il primo giorno visiteremo…, nella nostra spa troverete….), oppure con lo scopo principale di indicare una supposizione, un uso dubitativo: Si sarà sposata Carla?, oppure: Sarà anche ricchissimo, ma è un gran maleducato! per esprimere una concessiva.

Nei test bisognerebbe tener sempre presente l'uso della lingua, per non cadere nella tentazione di chiedere agli alunni: “descrivi le tue vacanze future, dove andrai, con chi parlerai…”, quando noi siamo i primi a dire, “Quest’estate vado in Sardegna, voglio fare trekking…”.

Il futuro nel passato invece lo usiamo con maggior frequenza e, benché venga spesso sostituito nel parlato dall’imperfetto indicativo, ciò non significa che gli alunni ispanofoni lo usino con più facilità. Abbiamo un bel ripetergli di usare l’imperfetto che in questo caso offre più scioltezza al discorso. Quando devono scegliere un tempo per esprimere lo svolgimento di un’azione futura ma che il contesto pone in un racconto passato, di solito non si sognano di utilizzare l’imperfetto, per la semplice ragione che in questo caso non rientra nel repertorio grammaticale del catalano o del castigliano.

Il condizionale composto per il futuro nel passato entra con difficoltà nelle competenze degli alunni ispanofoni che lo dimenticano sempre, per inserire il loro (più breve) condizionale semplice: “Mi ha detto che verrebbe ieri pomeriggio…”.

Non è un problema da poco, infatti rivela uno dei pochi errori ripetuti anche dai ragazzini di famiglia italiana, cresciuti in Spagna, a contatto con le tre lingue romanze. Sono bilingui o anche trilingui, come nel caso di quelli residenti a Barcellona, che parlano l’italiano, il castigliano e il catalano. Quando spiegano un evento al passato gli scappa: Lo sapevo che Tommaso non verrebbe (invece di sarebbe venuto), perché aveva mal di pancia.

Sono disponibili ottimi studi di grammatica contrastiva che analizzano la questione.

Io mi sono ormai rassegnata ai condizionali presenti degli alunni.


giovedì 13 novembre 2008

RITORNO DA MOODLEMOOT BCN 2008





Mi accingo a scrivere questo riassunto del MoodleMoot Bcn 2008 dopo aver lasciato passare due settimane dalla conclusione dell'incontro, a causa della solita mancanza di tempo, ma anche per non farmi travolgere dall'entusiasmo contagioso che si respirava tra i 400 e passa moodlers, dentro e fuori gli spazi dove si è svolto.

Alcuni colleghi commentano che si nota che è stato il mio primo MoodleMoot e che sono una pivella in queste cose.

Nel frattempo, però, ho avuto modo di dare un'occhiata al programma della Moodle International Conference di Roma, conclusasi due giorni prima del Moot di Barcellona.

In programma a Roma anche un'interessante laboratorio di Stefania Maggini: Sperimentazioni di Didattica Multimediale per l'italiano come L2. Si può accedere come ospite.

(aggiornamento post: l'accesso è stato modificato, bisogna registrarsi).

Per chi fosse interessato a un riassunto esaustivo sugli strumenti presentati a Roma rimando al blog di Gianni Marconato: Apprendere (con o senza le tecnologie).

E dopo il preambolo romano, ritorno alle aspettative delle tre giornate del Moot di Barcellona, cercando di ricostruire con un po' d'ordine una serie di proposte udite e meditate.

Le mie riflessioni partono innanzitutto dal formato snello dell'incontro che a mio avviso si afferma come molto valido, con moduli agili, affiancati dai forum in tempo reale e da brevi workshop, il cui obiettivo è di facilitare l'accesso a contenuti di per sé complessi. Scommettere sulla semplicità e la concretezza rappresenta sempre la soluzione migliore, offre attenzione agli interlocutori, nonché massima utilità per chi arriva da esperienze diverse.

Per quanto riguarda i partecipanti del MoodleMoot, cioè i protagonisti, da un questionario diffuso prima dell'evento risulta questa tipologia:

- insegnanti 78%

- programmatori 22%

- sviluppatori 40%

- amministratori 2%

Alla domanda: chi amministra il tuo corso Moodle? Vince il fai da te:

- Io 57%

- l'amministrazione del mio centro o azienda: 26%

- un gruppo di professori 15%

Che cosa hanno detto

Ha inaugurato l'evento Martin Dougiamas, appena ritornato dalla MIC di Roma.

Anche qui a Barcellona Dougiamas ha parlato dei nuovi obiettivi dell'e-learning, che puntano a un ambiente sempre più collaborativo ed interattivo, a un e-learning 2.0. Inoltre ha presentato la versione 1.9 della piattaforma, a cui si integrano nuovi software, come Mahara, una delle novità più interessanti anche per i professori di lingue straniere.

Mahara è il nuovo software open source per la produzione di un ePortfolio. Il software ruota attorno all'approccio collaborativo ed è integrabile su Moodle. Il suo utilizzo mette a disposizione una risorsa in più per rafforzare l'introduzione del Portfolio Europeo delle Lingue, auspicata dal Consiglio Europeo. Alcuni insegnanti di lingue hanno presentato un poster con un progetto di e-portfolio attuato con questo software, mentre altri hanno cominciato a provarlo durante le pause.

L'uso di Mahara è stato presentato da Penny Leach: Overview of Mahara-Moodle within a complete e-learning context.

Comunicazioni e poster utili per le lingue straniere.

Beh, per quanto riguarda le lingue straniere, le esperienze presentate sono state poche, come il numero limitato di insegnanti di lingue presenti al Moot. Tra questi, la maggioranza insegna inglese, alcuni spagnolo, nessuna presenza per il francese e il tedesco, mentre invece ce n'erano tre d'italiano come L2, ovvero Fabrizio, Antonella e la sottoscritta. wink

Tra i diversi interventi proposti, si può schematizzare nel modo seguente:

Progetto per un e-portfolio, presentato da Bea Marín e Joan Queralt dell'Università Autonoma di Barcellona.

Allo scopo di sviluppare un'ulteriore strategia di valutazione continua, il software Mahara viene integrato nella piattaforma digitale per un corso di spagnolo per stranieri. In questo modo, gli alunni producono un documento personale a cui aggiungere i compiti che ritengono abbiano maggior rilevanza, costruendo così un percorso proprio che stimoli la coscienza sulle competenze acquisite.

Attività collaborative, materiale audiovisivo, Moodle con Youtube e Google video. Un gruppo di professori dell'Università di Barcellona, coordinati da Joan-Tomàs Pujolà, hanno presentato il progetto “Cooperative Audiovisual Comprehension” (CAC) che si inserisce in un corso erogato in modalità blended, cioè il corso svolto in aula è affiancato dal corso a distanza. L'idea del CAC si rifà a una nota attività (o meglio, struttura) del Cooperative learning, cioè "Send a Problem", nel quale sono gli stessi alunni a produrre gli esercizi, da sottoporre successivamente agli altri compagni di classe.

Sfruttando l'infinita offerta messa a disposizione da Youtube o Google Video, gli alunni del secondo anno della Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento (lingue straniere) scelgono i materiali audiovisivi da presentare agli altri studenti. Come spiega il prof. Pujolà:

Ogni settimana ogni gruppo, composto da tre studenti, presenta il materiale didattico. Gli altri gruppi dovranno svolgere le attività preparate all'interno del campus virtuale. Il gruppo che presenta le attività assume il ruolo di "professore-editore", per cui farà ricorso alle attività presenti su Moodle, esercizi di scelta multipla, cloze, quiz, hotpot, ecc. Gli altri gruppi realizzano le attività pubblicate e offrono un feedback che servirà poi, nella fase di analisi, ad approfondire ulteriormente gli aspetti linguistici e pedagogici del corso. L'impalcatura dellle unità didattiche e la valutazione che ne deriva vengono costruite in un contesto collaborativo. Inoltre, l'impostazione pedagogica migliora la comprensione orale dei partecipanti nelle diverse varianti della lingua straniera.

Il progetto sembra riuscito tra gli studenti "apprendisti prof", ma non è chiaro come si `potrebbe sviluppare tra alunni stranieri di una L2.

Consigli da tener presente

Moodle e Facebook. Una delle insegnanti più attive è stata Ahinoa Ezeiza che, tra le mille attività in cui è sempre impegnatissima, ha partecipato anche ad una ricerca per il Progetto COVCELL. Ainoha si è dimostrata sempre disponibile ad aiutare e a condividere riflessioni ed esperienza, facilitando la condivisione d'informazioni e pertanto anche la vita agli insegnanti di lingue con meno bagaglio tecnico alle spalle. Insomma, la considero una vera e propria collega open source. Alcune sue segnalazioni interessanti: l'uso di Facebook come rinforzo interattivo con Moodle. I materiali didattici e gli obiettivi accademici su Moodle vengono affiancati dal social network. Lo scambio di messaggi e foto in una modalità e contesto informali offrono agli alunni il vantaggio di poter accedervi anche a corso concluso. Ainoha usa il chat del Msn o di Skype anche con i livelli elementari. Considera che i messaggi su Facebook e le conversazioni semplici con Skype rappresentano un forte impulso per l'apprendimento online, extrascolastico. Per gli studenti Erasmus è fondamentale poter apprendere la lingua anche in un ambbiente digitale non formale.

Il glossario per condividere i file Mp3.

Il modulo glossario è uno strumento flessibile e può servire anche per condividere i file audio Mp3. Gli studenti possono contribuire alla creazione delle entrate, condividendo in modo collaborativo i file audio. Se si vogliono condividere delle canzoni o musica di vario genere, Ainoha consiglia di chiudere il corso ai visitatori esterni, allo scopo di non correre rischi di venire multati per mancato rispetto dei diritti d'autore. Invece, per un corso aperto, una buona idea è condividere la musica in classe, utilizzando il modulo forum in cui inserire link da Youtube e dove gli studenti possono ascoltare i propri gruppi preferiti.

Una community specifica per le lingue straniere. Problemi di formazione.

A Moot concluso, nel forum per le lingue straniere alcuni professori consideravano di non aver trovato sufficienti risposte per i problemi attinenti all'insegnamento delle lingue in ambiente digitale. Ma in un evento dalla durata così breve - soltanto tre giorni - l'obiettivo principale era rendere più facile la comunicazione tra settori eterogenei. Ovvio che non avesse come finalità l'approfondimento dei riferimenti concettuali di un determinato settore. Probabilmente il dibattito tra glottodidattica e piattaforme digitali avrà bisogno di uno spazio specifico molto più ampio di un semplice forum.

L'apprendimento misto o blended learning appare come il più funzionale ad una tipologia specifica di apprendimento come quella delle lingue straniere. Resta sul tappeto la difficoltà di una formazione continua degli insegnanti all'uso di Moodle.

Un professore di lingua spagnola in un liceo si chiede come usare Moodle per un corso di 2ª liceo e come sviluppare il sillabo con tutte le attività: Se il mio corso è in formato blended che cosa lascio per la lezione in classe e che cosa per la parte a distanza? Quali funzionalità uso per attivare le conoscenze pregresse dell'alunno? Io avrei bisogno di un corso completo in formato Laboratorio sulla realizzazione del programma di lingua, con l'aiuto di colleghi dell'area di lingue che me lo spiegassero con calma, con il tempo per riflettere, dall'A alla Z.

Un altro insegnante risponde ricordando la situazione presente nell'acquisizione di conoscenze, competenze, nuove idee.

Il caos attuale nelle pratiche di apprendimento di Moodle: certificazioni private, corsi Master riconosciuti e no, corsi nella pubblica amministrazione o in centri per la formazione degli insegnanti. A questo aggiungiamo:

- Moodle.org e i suoi forum in lingue diverse.

- autoformazione ed autoaggiornamento (manuali scaricabili, video, internet)

Inoltre, la varietà degli operatori di Moodle:

- Docenti universitari

- Docenti delle scuole Primarie, Medie e della Secondaria.

- Personale delle aziende

- Sviluppatori e programmatori

- Amministratori dei sistemi in rete

- Alunni di tutti i livelli e colori.

Una proposta: creare un organismo che sappia raccogliere e porre ordine tra i problemi di formazione continua.

La proposta viene criticata da molti: benché l'analisi sugli utenti sia corretta, si fa presente che Moodle si fonda su molte community, in continua interazione, non è necessario dividerle.

Due insegnanti di lingue straniere, di nuovo Ainoha e Victoria, offrono alternative più costruttive:

AINHOA: Per quanto riguarda i laboratori di lingue straniere, si possono separare in due livelli, uno di formazione iniziale, mentre un altro più avanzato per lo scambio di tutte le competenze didattiche.

Ho pensato di mettere a disposizione dei corsi aperti, senza password, di fare i backup dei corsi e collocarli nella pagina principale, come fa la Open University. Chi ne fosse interessato può utilizzarli.

VITTORIA: L'idea mi sembra geniale. Ho deciso di seguire questo consiglio anche per il mio corso Laboratorio di Web 2.0 per i professori di spagnolo, che comunque è aperto dalla sua nascita, ma non avevo pensato di fare un backup.

Un'idea che mi frulla in testa da quando lavoro nel Progetto COVCELL è organizzare un "Moodle Open Day", come gli open day delle scuole. Sarebbe bello che si svolgesse prima del Moodlemoot e possibilmente con un'organizzazione semplice. Basterebbe un wiki. Gli interessati potrebbero partecipare e descrivere il proprio corso con relativo indirizzo, lasciandolo aperto per una settimana a tutti gli utenti, senza password. Oltre a potenziare l'informazione, si verrebbe a formare una "rete" di interessi comuni. Che cosa ve ne pare? Saluti dalla Germania!

CONCLUSIONE

Insomma, pesa parecchio quel 57% del "fai da te" che riguardava l'amministrazione dei corsi, a cui possiamo aggiungere la formazione dei prof di lingue. Vista la situazione dal lato positivo, Moodle si attesta come un ambiente di apprendimento che richiede agli insegnanti e agli alunni un impegno non gravoso dal punto di vista tecnico.

Tuttavia, non posso negare che esistono problemi da affrontare, soprattutto quando non sappiamo far funzionare subito qualche tool, per esempio come quelli relativi alla valutazione che risultano sempre un po' complessi. E va bene che al moot c'erano le persone più adatte ad accettare con entusiasmo le sfide, ma gli insegnanti hanno poco tempo per affrontare da soli l'aumento della complessità del sistema. Mi chiedo se questa tendenza a non appoggiarsi a consulenze esterne non sia la causa di un rallentamento nella diffusione di corsi online di qualità. Le difficoltà nel processo di amministrazione della piattaforma, peraltro facilmente superabili con un po' di pazienza, possono scoraggiare chi non possiede specifiche competenze tecniche.

Ma per quanto riguarda i professori di italiano L2, più dell'aspetto tecnico è la mancanza di finanziamenti adeguati che limita l'accesso a risorse esterne (tecnici) e interni, come i tutor online fissi.

Confido di poter lavorare un giorno con queste risorse anche all'IIC e non solo in altre scuole. Per il momento in ambito italico (all'estero) ciò non è possibile.

Il rientro al lavoro quotidiano mi ha stressata subito. Davanti alla fotocopiatrice (e dove se no?) ho incontrato un docente dell'Istituto Italiano di Cultura che mi ha ricordato sadicamente gli ambienti da film horror, tipo "El Orfanato", in cui si è costretti ad insegnare. Effettivamente, mi aspettava l'incubo di qualsiasi insegnante di lingue, ovvero un'aula attrezzata con una sola presa di corrente, una lavagna e un pezzettino di gesso. Sia chiaro che non tutte le aule sono così tetriche. Ne ho contate cinque, su quindici, minimamente attrezzate. Inoltre, alcuni prof mi rammentano che esistono tante semplici risorse per motivare gli alunni. Vero. Comunque, personalmente preferirei poter scegliere se, come e quando utilizzare tutti gli strumenti a disposizione nel 2008, come succede in altre scuole, ben più attrezzate.

Nell'attesa di trovare sponsor o quant'altro che permettano di applicare i suggerimenti del Quadro Comune Europeo (speriamo prima del 4º millennio e non soltanto per gli indicatori di valutazione), alcuni insegnanti dell'IIC tentano di aggirare l'ostacolo, provando a sperimentare con Moodle per poter condividere con gli alunni materiale multimediale, didattico, messaggi, forum, lavoro collaborativo. Il tutto rigorosamente animato da un entusiastico lavoro volontario...

Ma qualcuno deve pur cominciare, no?



sabato 18 ottobre 2008

MOODLEMOOT BARCELONA 2008




Alla fine della settimana prossima si terrà qui a Barcellona Moodle Moot BCN 2008, appuntamento rivolto a tutti i formatori coinvolti nella realizzazione e la gestione di vivaci comunità di apprendimento on-line.

Per chi di noi è interessato a queste strane cose, ma che vivendo all’estero non ha potuto partecipare al Moodle Moot di Padova dello scorso aprile, ecco una buona occasione di confronto con i colleghi sullo stato dell’arte dell’apprendimento delle lingue con o senza le tecnologie.

Ma che cos’è Moodle? E soprattutto, vale la pena di imparare a gestire questa piattaforma on-line per insegnare/ apprendere l’italiano (o qualsiasi lingua straniera)?

La risposta alla prima domanda si può trovare facilmente in questo articolo di Francesco della Valle, Moodle, molto più di un'aula virtuale , pubblicato nel "lontano" 2005 dal Bollettino Itals. Tra le principali caratteristiche della piattaforma: la possibilità di controllare e seguire le presenze degli alunni - una vera aula virtuale - nonché l'offerta di attività di verifica di autovalutazione e di valutazione degli altri membri.

Tuttavia, l’aspetto che mi ha interessato subito di Moodle è stato il richiamo al costruttivismo e di conseguenza all’apprendimento cooperativo, come metodologia per organizzare i gruppi di apprendimento online. Non si tratta dunque di giocare con la tecnologia per rendere l’insegnamento più divertente, ma di andare verso un contesto nuovo, mediante lo sviluppo di sistemi di interazione, attraverso comunità virtuali. Alcuni strumenti di comunicazione e d'interazione scritta: wiki, blog, e-mail.

Devo ammettere che in principio lo consideravo di improbabile applicazione per le lingue straniere e forse anche un po’ pericoloso per i rischi connessi a una possibile perdita del posto di lavoro.

Chi non ha sentito questo timore, almeno una volta verso le nuove tecnologie, alzi la mano.

Entrando però nel sito di Moodle ho trovato la comunità italiana, organizzata in vari forum, uno si chiama Piazzale Italia, utile per incontrarsi e chiedere aiuto tecnico.

E qui apro una parentesi. In questi giorni (dal 20 al 24 ottobre) si svolgerà la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata alle Piazze d’Italia. Bella l’idea della piazza mediterranea, tradizionale luogo d’incontri e di voci, a cui le piazze italiane apportano spazi molto belli. Tuttavia, penso che sarebbe stata stimolante anche una riflessione sulle nuove forme di piazza, quella virtuale, frequentata dalla maggior parte dei più giovani che presto saranno nostri alunni. Nelle grandi città i ragazzi sono ormai abituati a incontri virtuali a distanza, comunicano tra Messenger e reti sociali che permettono loro di annullare barriere fisiche e di vivere già in comunità online. In fondo, ci obbligano a “ripensare” la piazza. Confesso di sentirmi un po’ delusa, mi sarebbe piaciuto ascoltare qualche conferenza sull’argomento.

Chiusa parentesi.

Per tornare a Moodle e all’apprendimento dell’italiano online, il progetto COVCELL Moodle for Language Teaching offre molte risorse a cui si può accedere dopo aver configurato l’account. Per quanto riguarda gli strumenti audio ne segnala uno particolarmente interessante, come Wimba, un software da integrare direttamente su Moodle. Ma quanto costa?

Comunque, alcuni problemi “tecnici” non sono ancora del tutto risolti in queste piattaforme digitali. Il più importante per noi insegnanti di lingue è costituito senza dubbio dalla difficile integrazione dei software audio, indispensabil per facilitare l’interazione orale. Per il momento a mio avviso una soluzione potrebbero essere i corsi in formato blended, in aula e online

Di nuovo il bollettino Itals pubblica l'esperienza di Rita Checchin, Chiara Giannoni, Fernanda Lobina, Nuove tecnologie didattiche in un contesto non formale (2007), un progetto online di italiano di livello elementare, che si appoggia all'apprendimento cooperativo.

Insomma, Moodle è una piattaforma potente che permette quasi tutte le gestioni di un campus virtuale. Tuttavia, la formazione, ovvero le funzioni di confronto, collaborazione ed interazione, saranno possibili soltanto attraverso la competenza dei tutor.

Il Moodle Moot di Padova offriva un corso Primi passi in Moodle, gradito da chi come me è un utente basico della piattaforma. Questa attenzione all’utente principiante manca invece nell'agenda dell'evento di Barcellona.

Nel frattempo, i prof di lingue ci stiamo organizzando in un forum ad hoc, per incontrarci e scambiare esperienze, nonché chiarimenti sui prezzi di manutenzione della piattaforma.

Da parte mia sarà un incontro senza pregiudizi, né esagerati entusiasmi.

Darò ulteriori notizie a Moot concluso.



sabato 11 ottobre 2008

DA URBINO, POESIE IN GIOCO








Solo in un non-luogo è forse possibile divertirsi, imparare, riflettere e giocare con la parola, scritta, parlata, disegnata.
La deliziosa Urbino si ripropone dunque come non-luogo, o capitale dell'Utopia, per il terzo appuntamento di Parole in gioco in programma per il 10, 11 e 12 ottobre.
Tra gli eventi, uno in particolare può rivelarsi utile anche come attività didattica per i corsi avanzati.

Si tratta di Poesie in gioco, un concorso ideato da Silvano Belloni e Antonella Ottolina che spiegano:
si chiama così perché nasce combinando uno sopra l'altro i titoli scritti sul dorso dei libri, da cui nascono, come per magia, bellissime poesie.
Come esempio, una delle poesie che ha vinto il concorso:
La perfezione/ quel che resta
all'altezza delle labbra
il silenzio tra due onde (di Marianna Natale)
I tre versi sono composti da tre titoli scelti fra i 150 libri suggeriti dagli organizzatori. Ogni poesia verrà poi fotografata con il dorso dei libri da cui è stata ispirata.
Per visualizzare le fotografie seguite questo link, mentre cliccando su Bibliografia si accede all'elenco dei titoli da cui ispirarsi.
L'aspetto ludico dell'iniziativa mi ha dato l'idea per un'attività da prorporre agli alunni di italiano come lingua straniera:

Scrivi un haiku
(l'ho adattata da Writing Games, di C. e J. Hadfield, editrice Nelson, UK, 1990).
Livello: intermedio-alto e avanzato (è necessario aver letto almeno alcuni libri in italiano), è un'attività da fare in 3 tempi (in classe -> a casa -> in classe).
Obiettivo linguistico: utilizzare parole in nuovi contesti, individuare affinità semantiche.
Abilità: esercitare la concisione, descrivere dei sentimenti, indovinare sentimenti e argomenti.
- In coppia o in gruppi di 3: gli alunni ricordano i libri che hanno letto e formano un elenco (5-10 minuti).
- Confrontano il proprio elenco con quello degli altri gruppi e ne preparano uno definitivo.
Variante: se proprio siamo a corto di letture, l'insegnante decide quali e quanti titoli proporre (per non perdere tempo, l'elenco offerto dal concorso "Poesie in gioco" ci viene in aiuto).
- L'insegnante spiega la struttura dell'Haiku, in cui l'argomento centrale deve essere contenuto in soli 3 versi.
Possiamo fare un esempio con questo antico Haiku giapponese, di Matsuo Bashó:
AUTUNNO:
Persino gli uccelli
E le nuvole sembrano vecchi.
Dopodiché, spiegare che dovranno concatenare i titoli dei libri del loro elenco, fino a formare dei versi. Per ragioni ovvie è impossibile portare in classe tutti i libri che hanno letto e comporre delle vere e proprie "poesie dorsali", come propone il concorso di Urbino. Ma anche così gli studenti possono mettere in gioco la propria creatività.
Compito a casa: formano uno o più haiku che devono restare anonimi.
In classe: i componimenti vengono appesi alle pareti dell'aula. Gli alunni leggono le poesie e cercano di indovinare l'argomento centrale. Preparano una lista di temi centrali che pensano di aver indovinato e poi la confrontano in plenaria. Scelgono i migliori Haiku, per pubblicarli sul blog di classe.
A proposito, il blog dei nostri alunni del livello superiore si chiama Lezionezero.
"Scrivi un Haiku" è un'attività che avevo proposto anche a un livello intermedio-basso, ma senza i titoli dei libri, seguendo invece le indicazioni degli autori di Writing Games.

mercoledì 23 aprile 2008

LIBRI, ROSE E ALESSANDRO BARICCO





Si tratta del trailer del film Lezione 21, di cui è sceneggiatore e regista Alessandro Baricco che in questo momento è a Barcellona. Lo scrittore è stato invitato per la festa di San Giorgio (Sant Jordi in catalano), evento importante per l'editoria della Catalogna, durante tutto il giorno si vendono libri e rose, da regalare alle innamorate/i.



Ieri sera Baricco ha dato una conferenza - pregó - nel gotico Salone dei Cento in Comune, mentre oggi sarà presente alla lettura no stop di Seta al Liceo Italiano, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura.

Agli alunni - oltre alle opere - segnalerò anche il blog Oceanomare che raccoglie le ultime news sullo scrittore.

Il 23 aprile si celebra un altro evento, La giornata mondiale del libro e del diritto d'autore, ispirata proprio dalla tradizione catalana e dal fatto che Cervantes e Shakespeare morirono il 23 aprile 1616. Tema dominante dell'edizione di quest'anno è Leggi il tuo pianeta, un invito rivolto dall'Unesco che quest'anno, non dimentichiamolo, ha promosso anche L'anno delle lingue.
Altre informazioni su Wüz -Cultura e spettacolo.
Buon Sant Jordi eco sostenibile.


martedì 29 gennaio 2008

INTERCULTURA: CORSO PER INSEGNANTI DI ITALIANO LS/ L2 A FIRENZE


È iniziato l'Anno europeo del Dialogo Interculturale 2008: Insieme nella Diversità, promosso dal Parlamento Europeo, con diversi eventi in programma in alcune città europee.
Anche per l'italiano c'è qualcosa: il 6 marzo presso l'Accademia del Giglio di Firenze si terrà un corso per insegnanti di italiano LS/L2, di 28 ore di lezione.

Secondo la descrizione del corso:

Dal 2006 l'Accademia del Giglio ha introdotto, tra l'altro, all'interno delle lezioni il blog come strumento didattico: questa esperienza ha portato anche alla pubblicazione di un articolo uscito sul bollettino Itals di settembre 2007 dell'università di Venezia sull'uso del blog nella didattica dell'italiano in cui, almeno in Italia, l'Accademia del Giglio può considerarsi all'avanguardia.


Cliccate sull'immagine per ulteriori informazioni.

Solo un appunto: veramente, anche alcuni insegnanti di italiano qui a Barcellona, modestamente usiamo il blog come strumento didattico. Beh, non siamo in Italia, certo.
E infatti, chi si ricorda di noi?



mercoledì 26 settembre 2007

GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE 2007



OGGI 26 SETTEMBRE È LA GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE

... un appuntamento annuale per confrontarsi con la ricchezza del patrimonio linguistico europeo, le oltre 200 lingue parlate in tutta Europa, una risorsa culturale da riconoscere, valorizzare e promuovere...

come afferma l'Agenzia Nazionale Lifelong Learning Programme che offre il catalogo delle iniziative in programma nei diversi Paesi europei, tra cui anche l'Italia e la Spagna. Entrambi i Paesi offrono un numero limitato di iniziative.

Per saperne di più



I più tecnologgggici, invece, troveranno un evento anche su Second Life in cui si terrà un Festival of Languages. Chissà come sarà? Mi hanno promesso un evento fantastico ...

Come sempre collegarsi non costa niente, bisogna registrarsi, questo sì.


Se la valorizzazione delle lingue parlate europee (mamma mia, sono 200!) fa parte, appunto, della volontà di promozione del multilinguismo da parte del Consiglio d'Europa, che cosa succede sul fronte dell'amata lingua italica parlata?

Sempre per l'occasione della Giornata europea delle Lingue, leggo su "Repubblica":


Una nuova lingua s'aggira per l'Europa e in Italia suona come "l'itangliano"

riflessioni aggiornate sull'ottima salute dell'italenglish. Eccone un esempio:

"L'election day si avvicina. Le apparizioni in TV come previsto dall'equal time, gli ads con accusa di strumentalizzazione del 9/11, i dirty tricks sulla necessità delle guerre in Afghanistan e in Iraq e l'incapacità dell'Intelligence di prevedere gli attacchi alle Twin Towers potrebbero causare a Bush la perdita degli swing states che, trascinati da un crescente bandwagon effect, diventerebbero importanti supporters dei democratici e dei loro running mates".

Mi diverto moltissimo a scandalizzare i miei alunni spagnoli che proprio non digeriscono queste macedonie.

Buona lettura