INCROCI
Un diario di viaggio per condividere le risorse in rete con gli insegnanti di italiano lingua straniera/ lingua2 a ispanofoni
mercoledì 6 febbraio 2013
Tredici risorse online per il 2013
Un interessante post di Edudemic segnala le 30 risorse educative web 2.0 che hanno avuto più successo tra gli insegnanti nel 2012, segnalate dal professor R. Scapin.
Alcune sono già note come Voki o Google Drive, altre meno. Dato che l’elenco è piuttosto lungo e a mio avviso non tutto può risultare utile a un insegnante di lingue straniere, ho stilato una mia classifica, in base all’accessibilità e alla facilità d’uso, anche per chi insegna in contesti in cui le ultime risorse tecnologiche – LIM, ecc. – restano una chimera.
Il mio elenco personale per il 2013 presenta tredici applicazioni, come il numero contenuto nel nuovo anno e in barba ai superstiziosi. Piccole cose utili che viaggiano nella nuvola virtuale o cloud, vale a dire sempre accessibili online.
Di seguito commento come utilizzo alcune di queste applicazioni.
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martedì 2 ottobre 2012
Come inserire un quiz hotpotatoes in una pagina web
Occupata come sono con moodle, mi ero dimenticata del povero blogghino. O meglio, non era caduto nell’oblio, ma non trovavo proprio il tempo di scribacchiare qualcosa. Una buona occasione per aggiornarlo me l’ha suggerita una collega. La sua richiesta è la seguente: come fare per visualizzare automaticamente un esercizio hotpotatoes nella pagina di un post del proprio blog, senza dover scaricarlo?
In Blogger è possibile, vediamo come. Ecco ad esempio un esercizio per un livello A2-B1, con la traccia di una nota canzone di Jovanotti:
Non ho provato su altri servizi per blog, ma tentar non nuoce
Procedo in questo modo:
- in primo luogo, preparo il quiz e lo salvo in versione html
- poi carico il quiz (in html) su una piattaforma web. Io mi appoggio ad altervista o a pbworks (servizio per wiki). Quando carichiamo il nostro file seguiremo la procedura richiesta da queste piattaforme. Ma di solito il modo di caricare un file è sempre uguale in tutte le pagine web. Attenzione alle immagini, o ai file audio mp3, come sempre vanno caricati con il quiz, o in caso contrario non si visualizzeranno o non si ascolterà l’audio.
- Dopo aver caricato il mio esercizio su altervista o pbworks, salvo la pagina, appare il link. Punto il cursor sul link, faccio clic con il tasto destro del mouse e seleziono copiare l'url. L'immagine seguente è in spagnolo, ma per un italiano non dovrebbe essere difficile da capire.
- A questo punto abbiamo bisogno di un codice in cui inserire l’url del nostro esercizio. Eccolo:
- Incollo l’url del mio quiz dopo src=” cioè sostituisco le XXXXXX. Importante: rispettare le virgolette.
- Di nuovo copio e incollo nel mio post la strana frase in codice, nella modalità di scrittura html
- salvo e voilà, l’esercizio si visualizza in automatico sul blog.
- Per questo esercizio ho sostituito il parametro 500 della lunghezza, height, con 1000.
Invece, funziona bene su moodle.
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sabato 12 maggio 2012
PREFISSI TRA IPERCONNESSI E SCONNESSI
Domani si conclude il Salone del Libro di Torino 2012 e uno dei dibattiti mi ha incuriosito (anche) per l’uso dei prefissi: Sconnessi contro iperconnessi.
Si tratta del titolo di un incontro tra Beppe Severgnini e Gino Roncaglia, dedicato alle nuove pratiche del leggere e dello scrivere sul web. L’argomento è interessante, può offrire uno spunto per un confronto tra gli alunni sull’uso degli e-book: scrivono e leggono in digitale? Oppure: come fanno per non farsi imprigionare dalla rete? La scusa sarebbe quella di fargli usare i due prefissi, l’iper accrescitivo e –s privativo.
Così, se siete alle prese con la formazione delle parole, suffissi, prefissi eccetera, oltre ai giochi di parole o agli esercizi che di solito utilizziamo, un titolo di questo tipo provocherebbe un’interazione aggiuntiva (per un livello minimo B2).
Inoltre, per gli studenti ispanofoni che prediligono l’accrescitivo –super (superrico, supergrande…), lasciando iper ai termini medici, è una buona occasione per far notare che in italiano anche nel parlato si usa –iper.
Riguardo il privativo –s, per gli studenti rappresenta una novità, gli alunni spagnoli infatti tendono ad applicare –dis nella formazione del contrario di molte parole in italiano: contento/ discontento (a causa dell’interferenza con il prefisso privativo spagnolo –des).
Per il momento non trovo nessun filmato sull’incontro tra Severgnini e Roncaglia, ma per qualche idea utile a suscitare un dibattito in classe segnalo l’articolo Cronache dal Salone, dal blog Book Fool. L’autrice si chiede: e voi da che parte state? Siete iperconnessi o sconnessi?
Appunto. E voi prof?
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mercoledì 28 marzo 2012
AGGIORNAMENTO ONLINE

Annotiamolo sull’agenda, sabato 30 marzo anche noi espatriati potremo seguire in diretta video la giornata di aggiornamento didattico organizzata da Alma Edizioni:
Dal metodo comunicativo all'approccio globale.
Tutte le informazioni su almaedizioni.it
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Aggiornamento
lunedì 13 febbraio 2012
PARLIAMO CON VOXOPOP
Parlare italiano con i propri compagni in un forum audio è divertente e aiuta a migliorare un clima collaborativo tra i membri della classe. Nel lontano 2007 avevo presentato Chinswing, sito che permetteva di creare messaggi in un forum audio. Ora Chinswing ha cambiato nome, si chiama Voxopop, ha migliorato le prestazioni e continua ad essere utile per la comunicazione orale asincrona con gli alunni. Usarlo è davvero semplice, abbiamo bisogno di un microfono, e dopo aver fatto la registrazione siamo pronti a lasciare il nostro primo messaggio, alla classe o anche ai colleghi.
Per gli alunni, i messaggi orali da inviare ai propri compagni e all’insegnante, possono essere d’aiuto ad esercitare la pronuncia, la capacità di comprensione, o l’utilizzo di espressioni di uso frequente, insomma ad incoraggiare l’interazione orale, anche se breve.
venerdì 30 dicembre 2011
GLI SGAMI DI NONNA LEA PER NON BALLARE COME DEI GOMEZ
Gli alunni continuano a chiedere come si traduce questo o quel termine in slang? Possiamo accontentarli (almeno quelli di livello avanzato) con gli sgami (i consigli) di nonna Lea. Su youtube è da un po’ che spopola questa simpatica signora che padroneggia magistralmente lo slang di ultima generazione. Un esempio con lo sgamo numero 10: Gomez ed insaccati.
Provo ad annotare quello che sento, benché non ci capisca quasi niente.
Uno sgamo casalingo: quando state in fame chimica e vi rappate un salame, prima di ripiazzarlo in frigor, ricordate di mettere del sale grosso su un foglio di stagnola e di chiuderci il salame col lato fezzato contro il sale. Con sta’ mossa non mi ballerete come dei gomez la prima fetta di un salame già fezzato!
Traduzione (incerta), un consiglio casalingo: quando avete una fame da lupi e mangiate (una fetta di) salame, prima di riporlo in frigorifero, ricordate di mettere del sale grosso su un foglio di stagnola e di chiudervi il salame con il lato già tagliato contro il sale. Con questo accorgimento non getterete via come degli sciocchi la prima fetta di salame già tagliato!
Per chi abita in terre di lingua spagnola, quel gomez lascia come dei babbi, pardon di stucco, con tutte le famiglie che da queste parti hanno il cognome Gómez (però con accento)... E invece per gli adolescenti italiani - e la loro nonna Lea - significa babbeo, benché un sinonimo più conosciuto di gomez sarebbe sfigato, un altro termine gergale. Oppure, secondo un forum di yahoo significa anche “capra” e ha origini messicane. Non solo slang usa Nonna Lea, che mescola “in freschezza” le parole dei quindicenni con il dialetto: grande quel frigor!
Come per altre lingue anche a lezione d’italiano a stranieri ci troviamo spesso di fronte a come insegnare lo slang, oltre alle parolacce, o ad alcuni dei termini dialettali più utilizzati. Per lo slang le cose si complicano a causa della sua natura effimera, si nutre di segni che cambiano ogni dieci anni, proprio come i suoi parlanti, le diverse leve di adolescenti che si susseguono nel tempo. Qui l’ambiguità è massima, infatti quale mondo corrisponde a queste parole? Sicuramente limitato agli stessi destinatari che lo producono, ovvero dei tipi di 16 anni, così creativi, irriverenti e anticonformisti da minacciare con farti un lopez, se t’impicci dei fatti loro (fare un lopez: dare una ginocchiata sulla gamba).
Proprio per questo parlano in slang, allo scopo d’ingrandire la distanza cronologica tra parlante e ascoltatore, impedendo l’interazione con gli adulti.
Per capirci qualcosa può venire in aiuto il noto vocabolario online Slangopedia, o altri servizi come Lingua Giovani, del Centro di documentazione sul linguaggio giovanile.
Ma è grazie all’aggiornatissima Nonna Lea che ho scoperto che un caffé con la schiuma è anche pettinato. Per preparare un coffee che spacca come quello del baretto, guardate il video: Sgamo numero2, un caffè pettinato.
In ogni caso, tornando in classe, una volta risolto il problema interpretativo secondo il referente italiano, si potrebbe chiedere agli alunni di tradurre gli sgami nel loro slang, cercando di capire quanto la traduzione sia pertinente a livello pragmatico.
E se non siete ancora scoppiati girando tra questi termini anti-codice, segnalo un podcast di Rai Radio 1, dedicato proprio allo slang, ospiti del programma Marina Catricalà, prof. ordinario di Linguistica Generale all’università Roma Tre e il prof. Lello Savonardo, docente di Teorie e Tecniche dei nuovi media presso la facoltà di Sociologia dell’università Federico II di Napoli: Tornando a casa, LO SLANG.
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