venerdì 9 settembre 2016

Giochi alla lavagna con varianti



                         lavagna


Ricominciano le lezioni con la conseguente ricerca affannosa delle mille risorse, archiviate prima delle vacanze in modo più o meno ordinato.

L’aula mi aspetta e oltre agli studenti, mi ritroverò con l’onnipresente lavagna, che per tutti i prof si materializza nelle diverse versioni: da quella vecchiotta con il gesso, a quella bianca con i pennarelli colorati, o all’utensile considerato magico e chiamato LIM (lavagna interattiva multimediale). 

In ogni caso, una delle migliori utilità della lavagna è quella di giocarci.

Allora, per cominciare l’anno scolastico o accademico, perché non ripassare i giochini da proporre alla lavagna? 

Alcuni possono apparire  logorati dal troppo uso, tuttavia per tutti c’è una versione che li rende meno scontati, più collaborativi e competitivi, dunque divertenti.

L’idea mi è caduta sotto gli occhi grazie al post di Dylan Gates,   10 Board Games for EFL Teachers, pensato per l’inglese, ma che risulta utile tranquillamente per tutte le lingue, dato che i giochi non conoscono frontiere.

Vediamone alcuni:

L’impiccato

Direte che è fin troppo noto. Vero, ma lo si può proporre con le seguenti varianti:
- per i livelli A1-A2, per il ripasso della fonetica, proporre una parola attraverso i suoi simboli fonetici invece delle lettere

- la scelta delle parole da indovinare è compito degli studenti divisi in gruppi di 3-4. Il gruppo che indovina per primo vince un punto

- Livelli B1-B2 e oltre:  modi di dire brevi, in questo caso si può usare anche il patibolo come parte del diagramma da disegnare durante il gioco (esempi di modi di dire: pagare alla romana, avere la luna storta, fare le ore piccole, chi cerca trova, ecc).

Per chi ha a disposizione una LIM esistono delle versioni online del gioco, come questa multilingue: il gioco dell’impiccato.

Indovina la parola, di spalle alla lavagna

La classe viene divisa in due squadre, l’insegnante posiziona due sedie davanti alla lavagna. A turno uno studente di ogni squadra, cioè 2 studenti, si siedono di spalle alla lavagna su cui l’insegnante scriverà la parola da ripassare.

Ogni squadra suggerisce una definizione della parola al proprio membro seduto davanti alla lavagna, naturalmente senza nominarla. 
Sono ammessi giochi di parole, argute scorciatoie, come aiutarsi con il ricorso alla fonetica della propria lingua.

Insomma, il divertimento è assicurato, anche se si crea parecchia confusione. 

Vince chi indovina per primo la parola, va assegnato un punto per la sua squadra.
 
Il conto alla rovescia (countdown)

Gli studenti vengono divisi in gruppi di 3-4.  Uno studente scrive alla lavagna 9-10 lettere, in cui siano presenti tanto vocali come consonanti.

Le squadre devono creare delle parole con le lettere disponibili. Assegnare un tempo limite.

Variante: l’insegnante scrive una parola piuttosto lunga, in questo caso i lemmi con prefissi e suffissi ci vengono d’aiuto:  extracomunitario, testardaggine, fruttivendolo, ospedaliero, giocherellare…

In 3 minuti i gruppi devono formare (“estrarre”) parole diverse.
Assegnare un punto al gruppo con il maggior numero di parole corrette, e mezzo punto per le parole più curiose o divertenti.


Tombola

Per questa variante è necessario un minimo di preparazione da parte dell’insegnante.

- Scegliere 10 parole da ripassare e scriverle alla lavagna.

Ogni studente ne sceglie 5 e le scrive sul proprio quaderno. 
A questo punto l’insegnante legge a caso un sinonimo di una delle parole.

Gli studenti che pensano di avere la parola corretta, la devono cancellare dal proprio elenco. Chi cancella 5 parole grida “tombola!”, ma non avrà nessun punto nel caso di errore. Il gioco continua.

- Un’altra variante: invece di un sinonimo propongo di solito una definizione della parola, principalmente con i livelli più alti. 
La lettura della definzione è compito degli studenti che la “pescano” da un mazzo preparato dall’insegnante.

- Se l’insegnante ha tempo, può preparare e raccontare una storia con le parole da ripassare. 

Quando nella frase appare la parola si deve dire “biip”.  Ad esempio, se una delle parole è “piovoso”, la storia può cominciare così: 
Abbiamo rimandato la gita al mare perché il tempo era grigio e “biip”, allora…

Dettato di corsa

Questa attività è un classico del cooperative learning.

Scrivere su dei fogli delle parole, oppure delle frasi tratte da una lettura dal manuale in uso.

È possibile anche ricostruire parte di una lettura proposta in una lezione precedente.

Appendere i fogli alla lavagna.  
Dividere la classe in gruppi di 3 o 4 alunni. 
A turno uno studente di ogni squadra corre a leggere ciò che è scritto su un foglio, lo memorizza e torna dal proprio gruppo per dettare.

Se non ricorda una parola può tornare a leggerla, ma in nessun caso deve dettarla da lontano, cioè dalla lavagna.

È il turno di un secondo compagno e così via, fino ad esaurire tutti i fogli, le frasi o le parole.

Verifica:  gli alunni si alzano e vanno alla lavagna a controllare se hanno scritto correttamente.

Variante per classi numerose:  per le classi numerose sia l’attività che la verifica possono creare confusione, soprattutto quest’ultima, quando tanti studenti si trovano insieme davanti alla lavagna. 

Per chi ha a disposizione una LIM il problema non esiste, infatti per la verifica si può visualizzare il testo alla grande. 

Ma per chi non ce l’ha una soluzione consiste nel preparare delle fotocopie con le stesse frasi per ogni squadra, appenderle in punti diversi dell’aula, abbastanza lontane dai gruppi.  Alla fine, staccare i fogli dalla lavagna e dalle pareti e consegnarle ai gruppi per la verifica.  

Durante l'attività è divertente vedere come gli studenti corrono per l’aula come dei disperati, nel tentativo di finire per primi.

Correggere gli errori: ogni squadra conta gli errori di tutti i suoi membri,  assegnare mezzo punto a chi finisce prima, più un punto a chi fa il minor numero di errori.

Questo dettato attivo, oltre ad essere un potente esercizio collaborativo, esercita le competenze di pronuncia, lettura e scrittura, nonché la capacità di memoria.

Per finire, potrete trovare altri “giochi alla lavagna” nell’articolo di Dylan Gates, sempre divertenti e con un’attenzione particolare a promuovere non solo le competenze linguistiche, ma anche la motivazione e soprattutto l’autonomia dello studente.

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