sabato 11 ottobre 2008

DA URBINO, POESIE IN GIOCO








Solo in un non-luogo è forse possibile divertirsi, imparare, riflettere e giocare con la parola, scritta, parlata, disegnata.
La deliziosa Urbino si ripropone dunque come non-luogo, o capitale dell'Utopia, per il terzo appuntamento di Parole in gioco in programma per il 10, 11 e 12 ottobre.
Tra gli eventi, uno in particolare può rivelarsi utile anche come attività didattica per i corsi avanzati.

Si tratta di Poesie in gioco, un concorso ideato da Silvano Belloni e Antonella Ottolina che spiegano:
si chiama così perché nasce combinando uno sopra l'altro i titoli scritti sul dorso dei libri, da cui nascono, come per magia, bellissime poesie.
Come esempio, una delle poesie che ha vinto il concorso:
La perfezione/ quel che resta
all'altezza delle labbra
il silenzio tra due onde (di Marianna Natale)
I tre versi sono composti da tre titoli scelti fra i 150 libri suggeriti dagli organizzatori. Ogni poesia verrà poi fotografata con il dorso dei libri da cui è stata ispirata.
Per visualizzare le fotografie seguite questo link, mentre cliccando su Bibliografia si accede all'elenco dei titoli da cui ispirarsi.
L'aspetto ludico dell'iniziativa mi ha dato l'idea per un'attività da prorporre agli alunni di italiano come lingua straniera:

Scrivi un haiku
(l'ho adattata da Writing Games, di C. e J. Hadfield, editrice Nelson, UK, 1990).
Livello: intermedio-alto e avanzato (è necessario aver letto almeno alcuni libri in italiano), è un'attività da fare in 3 tempi (in classe -> a casa -> in classe).
Obiettivo linguistico: utilizzare parole in nuovi contesti, individuare affinità semantiche.
Abilità: esercitare la concisione, descrivere dei sentimenti, indovinare sentimenti e argomenti.
- In coppia o in gruppi di 3: gli alunni ricordano i libri che hanno letto e formano un elenco (5-10 minuti).
- Confrontano il proprio elenco con quello degli altri gruppi e ne preparano uno definitivo.
Variante: se proprio siamo a corto di letture, l'insegnante decide quali e quanti titoli proporre (per non perdere tempo, l'elenco offerto dal concorso "Poesie in gioco" ci viene in aiuto).
- L'insegnante spiega la struttura dell'Haiku, in cui l'argomento centrale deve essere contenuto in soli 3 versi.
Possiamo fare un esempio con questo antico Haiku giapponese, di Matsuo Bashó:
AUTUNNO:
Persino gli uccelli
E le nuvole sembrano vecchi.
Dopodiché, spiegare che dovranno concatenare i titoli dei libri del loro elenco, fino a formare dei versi. Per ragioni ovvie è impossibile portare in classe tutti i libri che hanno letto e comporre delle vere e proprie "poesie dorsali", come propone il concorso di Urbino. Ma anche così gli studenti possono mettere in gioco la propria creatività.
Compito a casa: formano uno o più haiku che devono restare anonimi.
In classe: i componimenti vengono appesi alle pareti dell'aula. Gli alunni leggono le poesie e cercano di indovinare l'argomento centrale. Preparano una lista di temi centrali che pensano di aver indovinato e poi la confrontano in plenaria. Scelgono i migliori Haiku, per pubblicarli sul blog di classe.
A proposito, il blog dei nostri alunni del livello superiore si chiama Lezionezero.
"Scrivi un Haiku" è un'attività che avevo proposto anche a un livello intermedio-basso, ma senza i titoli dei libri, seguendo invece le indicazioni degli autori di Writing Games.

1 commento :

antonella ha detto...

Bello, mi piace!
Se penso a tutte le cose belle che si potrebbero fare a lezione...e al poco tempo che abbiamo.
Tutta colpa di quel cattivaccio del programma.
:o))

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